QQ Lounge Bar

Off-road

La Qashqai non è nata per il fuoristrada “duro” ma se si ha sotto mano una all-mode viene presto la voglia di provarne i limiti. Cosa c’e’ di meglio allora di una tranquilla passeggiata nei boschi?

Appena due giorni dopo averla ritirata, in una domenica libera da impegni parto con moglie e figli per andare a pranzare in montagna. Scelto il posto, “La tana dell’orso” poco distante da Frosolone (Isernia), partiamo in tarda mattinata da Campobasso. Guidare sulla statale è una vera goduria col cambio automatico! Certo, la sensazione iniziale è strana soprattutto per chi, come me, non ci è abituato. Ma la guida è molto più fluida del normale e, pensandoci bene, conosco pochissimi driver che fanno sentire il cambio marcia così delicatamente come lo fa il sistema elettronico di cambio robotizzato.
Oltrepassato Frosolone, a circa 900 metri sul livello del mare, imbocchiamo la strada verso la montagna. Lungo il percorso ci imbattiamo in enormi generatori eolici: si tratta di modelli a tre pale, i primi installati in questo che è uno dei posti più ventosi d’Italia. Appena vedo la stradina sterrata che si arrampica sul costone non mi lascio sfuggire l’occasione per andarli a vedere da vicino.
Azionate le 4 ruote motrici più per sicurezza che per vera necessità (l’auto sale benissimo anche con le due sole ruote motrici anteriori inserite) ci avviamo per la stradina arrivando fin sotto le pale. Vederle attraverso il cristallo del tetto è veramente incredibile: impressionante la sensazione di movimento provata guardando le nuvole che si spostano sopra le pale ruotanti. Se non avessimo avuto questa finestra sul cielo nessuno di noi sarebbe sceso dall’auto per il freddo e per il vento che c’era fuori e ci saremmo persi questo spettacolo di natura e tecnologia.

Il tour è proseguito al ristorante, in un incantevole scenario a circa 1300 metri sul livello del mare, dove, oltre all’antipasto a base di formaggi e succulenta ricotta calda abbiamo mangiato ottimi cavatelli e pappardelle al cinghiale e agnello alla brace.
Ripreso il giro, imbocchiamo un sentiero appena accennato nella campagna in direzione di un fitto bosco di querce. Fuoristrada leggero, s’intende, ma su fondo piuttosto scivoloso (aveva piovuto il giorno prima) coperto da uno strato consistente di foglie secche che forniscono al paesaggio tutte le gradazioni dei colori dell’autunno. Improvvisamente ci siamo trovati nella penombra di alberi secolari con l’effetto molto piacevole dei raggi che filtravano tra i rami in un percorso prevalentemente in discesa con un susseguirsi di curve paraboliche.
E’ la prima volta che guido un’auto col cambio automatico e mi chiedo come utilizzare al meglio il freno motore. Noto che col cambio automatico il freno motore interviene poco, a meno di non passare in modalità manuale e scalare le marce manualmente, con un effetto frenante molto più evidente.
L’altezza del pianale mi è sembrata sufficiente per superare le normali buche che si incontrano su queste strade e i solchi che forma l’acqua quando piove. Certo, se si prendono male si rischia di toccare ma, almeno per ora, mai successo.
Per il resto tutto OK, le buche si sentono ma non più di tanto, ho notato un po’ l’effetto rimbalzo sugli ammortizzatori posteriori ma niente di particolarmente fastidioso. La taratura degli ammortizzatori è ottima sull’asfalto e fornisce una gradevole sensazione di sicurezza soprattutto in curva.

Lungo il tragitto abbiamo attraversato pozze di fanghiglia e tratti in salita con fondo ghiaioso. Alla prima salita blocco l’auto per provare una partenza da fermo su fondo scivoloso. La cosa davvero impressionante è l’effetto partenza: dolcissima con una forte sensazione di una notevole coppia sulle ruote, il tutto con le sole due ruote anteriori inserite. Il tornante successivo presenta una pendenza impegnativa se affrontata con partenza da fermo. Fin da diciottenne mi sono sempre divertito a guidare sulla neve e a cercare il limite sulle salite innevate per cui so bene come far ripartire un’auto su fondo impervio, ghiacciato e innevato con gomme normali. Credo che qualunque altra auto, senza i sistemi di controllo elettronico della trazione, avrebbe avuto difficoltà a ripartire senza sfrizionare e sgommare su quel terreno viscido ma la Qashqai, complice anche il cambio automatico, lo ha fatto in grande scioltezza e senza alcuna difficoltà, tra lo stupore generale di noi tutti. A questo punto non ho potuto fare a meno di scendere per scattare qualche foto di questa meraviglia di tecnologia immersa in uno scenario della natura tanto spettacolare. Messo il piede a terra affondo nelle foglie secche e, mentre scivolo all’indietro, mi chiedo con ancor più stupore come l’auto sia riuscita a salire senza un cenno di esitazione, con pneumatici che hanno una tassellatura da asfalto.

Continuando la passeggiata ho trovato un tratto di sottobosco ricoperto di fogliame secco. Ho arrestato immediatamente l’auto e ho affrontato la salita di petto, al minimo, senza rincorsa. Non contento ho bloccato l’auto nel bel mezzo della salita ed ho provato a ripartire: bene, ho pensato, questa volta ho raggiunto il limite! Sentivo che l’auto non ripartiva e che, anche accelerando, continuava a restare ferma facendo un rumore simile a quello dell’ABS. Suppongo si tratti dell’ESP che era entrato in funzione. Sto per indietreggiare quando mi accorgo di avere la sola trazione anteriore inserita; giro subito la manopola e, con un po’ di scetticismo, provo a ripartire senza affondare molto sull’acceleratore per evitare di sforzare l’auto. Con mia grande sorpresa ho potuto constatare che ripartiva con tutta tranquillità.
Molto soddisfatti ci siamo incamminati sulla via del ritorno e, pensando già alle prime nevicate e al Natale, ho accostato per scendere con i bambini a raccogliere un po’ di muschio per il presepe.

In totale avremmo percorso circa 150km, 20 di sterrato e 10 nel bosco. Ormai la macchina e’ davvero sporca, fango nella parte bassa, polvere sulla carrozzeria. Con il colore nero si vede tutto, soprattutto le manate dei bambini sulle portiere! Ma a me piace anche sporca e poi se non la si sfrutta appieno che gusto c’e’?