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M'illumino di xeno.

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L’ADAC (Allgemeiner Deutscher Automobil Club), l’inveterata associazione fondata nel lontano 1903, che in Germania e in Europa raccoglie più di 18 milioni di iscritti (la nostra ACI italiana), ha appena pubblicato un test, confrontando i tradizionali fari a lampada alogena con quelli di ultima generazione al gas xeno, montandoli anche su veicoli il cui supporto non è previsto dalla stessa casa automobilistica. 6 sono state le autovetture oggetto dell’attenzione dei tecnici tedeschi: la Mercedes classe E, La Nissan Qashqai, l’ Opel Insignia, la Skoda Superb, la Volkswagen Golf e l’ Audi R8 (luce a led).

Gli obiettivi sono stati quelli di verificare tanto l’effettivo vantaggio in termini di sicurezza stradale, quanto il rapporto con il prezzo reale o potenziale, a seconda se siano già installati o possano essere installati sui modelli considerati. La scelta della Qashqai è stata motivata dalla penetrazione di mercato che il crossover della Nissan sta ottenendo in tutta Europa.

La prima conclusione ha consolidato l’ enorme beneficio che i proiettori allo xeno garantiscono alla guida in condizioni notturne. L’illuminazione è migliore, l’area di copertura è più ampia e profonda (cd. cono visivo), la temperatura colore azzurrata dei fari messi alla prova (che ricordiamo varia da 4300°k a 12000°k) lavora molto meglio in condizioni di visibilità critiche e l’occhio tende a stancarsi a lungo meno facilmente rispetto ai tipici illuminatori a “luce arancione”. V’è poi un risparmio energetico considerevole rispetto ai tradizionali fari a filamento: il consumo elettrico infatti è inferiore (3.2A ca per 35W contro i 55W dell’alogena), la potenza è maggiore e l’entità dei lumen prodotti varia da 4 a 6 volte in più rispetto alla stessa lampada alogena.

    Discorso a parte merita l’Audi R8 che monta gli innovativi fari a led. Essi hanno mostrato una qualità di luce decisamente più brillante e nitida, comportandosi in modo ottimale nei tragitti lineari, ma soprattutto in quelli curvi. Questi fari, ricordiamo, durano incredibilmente nel tempo raggiungendo anche le 100.000 ore (la vita di un autoveicolo, per intenderci), non richiedono opere di manutenzione, garantiscono un’elevata luminosità a bassa potenza e a basso consumo, ma soprattutto quando verranno prodotti in larga scala, saranno decisamente molto meno costosi rispetto a qualunque altro tipo di lampada o sistema di diffusione. I fari a diodi non sono attualmente consigliati come prodotti di serie per qualunque tipo di autoveicolo in ragione della loro natura ancor poco sviluppata, sebbene la previsione del prossimo triennio riservi per essi sorprese assolutamente non indifferenti.

    Da questo diretto esame “a confronto”, il Club del nord Europa fa discendere lo stimolo per le case automobilistiche e per i legislatori nazionali di predisporre con fari allo xeno tutti gli automezzi di prossima generazione, così da allontanare peraltro quel fastidioso e irrizionale significato di “accessorio di lusso” che si è costruito intorno alla loro esclusiva dotazione. I tecnici d’oltralpe ricordano poi che i benefici interesseranno anche i prezzi, quando la più alta distribuzione su qualunque modello di autovettura permetterà una considerevole decrescita degli stessi costi di realizzazione, ancor rilevanti.

    L’ADAC rileva come i kit montati dagli autoveicoli non siano nè uguali, nè commensurabili tra loro. Le variabili sono differenti e devono considerare soprattutto la temperatura colore (kelvin), la luminosità (lumen), il consumo (watt), la tipologia di ballast montato (quello che permette “la scarica” all’interno del bulbo riempito di xeno), le caratteristiche del gruppo ottico (anabbaglianti, abbaglianti, calotta, lenti e luci addizionali), la qualità dell’illuminazione in rettilineo e in curva, l’impatto in condizioni diurne, la disponibilità di luci di curva statiche, ecc. Da ciò consegue la diversità dei risultati ottenuti.

    La seconda conclusione infatti interessa gli effetti e i prezzi. Incominciamo a rilevare che la nostra Nissan Qashqai ha ottenuto risultati insoddisfacenti. Per quanto il costo si aggiri intorno ai 500€, la Qashqai non monta un sistema adeguato di orientamento delle lenti, per garantire una visibilità e un’esposizione ottimale. La Skoda Superb, coi suoi fari a 995€, assicura una qualità del campo visivo più felice, ma soprattutto “a buon prezzo”. La Mercedes classe E, ottenendo risultati positivi e pressoché simili a quelli della Skoda, costano invece 700€ di più, raggiungendo il tetto di 1700€. Buoni i risultati della Golf a prezzi medi (1295€), ma soprattutto notevoli sono quelli del pacchetto montato sull’ Opel Insignia, che vince il test condotto dai teutonici, magari forse con un filo di nazionalismo nelle scelte delle autovetture testate e dei risultati raggiunti (ricordiamo che la Ceca “Škoda Auto” dal 1991, dopo il crollo economico della vecchia U.R.S.S., è parte integrante del gruppo tedesco Volkswagen).

    Del tutto “ impressionante ” è il risultato per i fari a led montati sulla sportiva di lusso dell’ Audi, ad un prezzo decisamente “agevole” per un impianto di illuminazione che costa solamente 3.950€… luce in mano!

    Selezionando la precedente foto-tabella, si possono confrontare i risultati ottenuti dalle sei case automobilistiche analizzate (grafico e dettagli del test ADAC). In percentuale l’incremento di efficacia. Per i dettagli tecnici a confronto sugli apparati illuminanti montati dalle autovetture considerate si rinvia al link sovrastante (si ringrazia l’A.D.A.C.-Germania). Di lato, in alto, riportiamo un indipendente accostamento delle tre fonti luminose in condizioni di tempo e di umidità normali.