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Il difetto perfetto

il defilè

Meglio un’auto perfetta o un’auto che sia perfetta per noi?
Bel dilemma. I «puristi» della tecnica non avranno di certo alcun dubbio: se assemblamento meccanico ed elettronico deve essere, che sia un assemblamento senza difetti. Ovvio. Ovvio e per certi versi condivisibile. Tuttavia… io non la penso affatto così.

Premetto che anch’io mi arrabbio ― e parecchio ― a fronte di problematiche che rendano l’esperienza di guida impossibile, tipo un difetto del motore che faccia fondere le bronzine o qualche altro malfunzionamento che possa lasciarti improvvisamente in brache di tela. Ma di certo non mi danno alcun fastidio quelle piccole imperfezioni che a mio personalissimo modo di vedere renderanno la mia Qashqai una macchina unica e irripetibile. Quasi un manufatto.
Parlo dell’ormai famosissimo e tanto vituperato «disallineamento» del cofano, ad esempio ― che forse potrebbe rappresentare un problema oltre i 300 all’ora ― e di tutti quei cigolii che talvolta fanno da colonna sonora al viaggio quando si è soli nell’abitacolo e non si vuole ascoltare neppure un giornale radio. Ogni rispettabilissimo acquirente che vede in ogni difetto una magagna (o che semplicemente si fascia la testa troppo presto) si produce nella sua personale lamentela: un termometro «allegro», un finestrino che sibila, un ticchettio a macchina ferma, una vibrazione allo sportello…
Peccati veniali, signori miei, ai quali non si sottraggono mai ― spesso direi con piacere ― neppure i felici possessori di Harley Davidson, la moto artigianale per eccellenza, sempre alle prese con qualche difetto caratterizzante.

Che piaccia o no, tutte queste anomalie di fabbricazione rendono la Qashqai una macchina viva e originale. Caratteristica, per l’appunto. Una macchina ― una compagna ― che ci dice «non sono perfetta, ma sfido chiunque a darti le emozioni che so darti io». E’ questo il messaggio che arriva al «qashqaista» puro, ed è questo il messaggio in magico stile «adventure» che chi compra con consapevolezza questa macchina vuol sentirsi sussurrare durante i suoi viaggi, quando il motore scalpita e la carrozzeria «scrocchia» come le nostre ossa quando siamo sotto sforzo.

Certo, non tutti sono così fortunati, e qualche volta capita che venga consegnata una Qashqai priva di vita, silenziosa e sorda, scevra da difetti di sorta e bella quanto una modella senz’anima. Inevitabili difetti di fabbricazione ― o ciambelle senza buco ― di un mito su quattro ruote.

Cavoli, spero che non succeda proprio a me.