Recensioni

Dualis, la rivincita

DUALIS 1

Sono le “tre sorelle”, ma con la penultima opera di Anton Cechov, non hanno nulla a che fare. Qashqai, Dualis e Rogue, figlie dello stesso padre, ma ancor giovani emigrate in continenti diversi: Europa, Asia-Oceania, Americhe.

Il suo nome è Dualis… Nissan Dualis. L’operazione è “ New Dualis Hatch ”. Licenza: 2010. Un affare da $24.990. L’obiettivo è quello di triplicare le vendite degli esigui 2500 modelli di Dualis acquistati lo scorso anno. Nulla di più sconvolgente nel mercato australiano dove mai nessun produttore e distributore era riuscito a fare di meglio.
E’ opzionale la trazione AWD (ca $2000 in più), non le sei marce (modello TI manual). I consumi in prova sono quelli tradizionali 8.2-8.6 lt / 100 km, leggermente distanti da quelli dichiarati. Un’ hatchback che gli europei conoscono molto bene, per l’anomalo taglio del bivolume “segato” nella carrozzeria posteriore, attraverso quella contaminazione concettuale di una station wagon, con una berlina tradizionale a 3 porte. Rialzata nel baricentro, ma non molto rispetto allo scalino-vecchie-case-di-montagna dei più longevi fuoristrada o SUV d’“altri tempi”. Guida leggera, tenuta di strada perfetta, silenziosità notevole, spazi anteriori e posteriori assai ampi, porta-bagagli interessante per la capienza, quando i sedili posteriori vengono abbattuti, così da ottenere uno spazio superiore a molte mini-van di valore sicuramente più inferiore.

Due i modelli, per due trazioni differenti. “ST” il modello essenziale, “Ti” l’esemplare più completo. In quest’ultimo, al quale concentriamo l’attenzione, possiamo trovare il famoso “drive computer control”, il “connect” con bluetooth e lettore a sei cd, comandi sul volante, aria condizionata bi-zona, regolazioni nell’altezza del posto di guida, vano inferiore al sedile del passeggero, 14 lt di spazio nel vano porta-oggetti con luce e aria condizionata interna, cruscotto centrale con tutti i comandi essenziali, keyless entry, porta-bicchieri anteriore e posteriore, ferma/porta-occhiali da sole, luce di cortesia interna (posti anteriori e posteriori) e nel portabagagli, specchietti conduttore e passeggero, vano porta-bottiglie anteriore e posteriore, sedili coricabili 60:40, finestrini elettrici anteriori e posteriori, “one touch” nel lato del conducente, presa 12 volt e molto altro ancora. La strumentazione permette di leggere la temperatura dell’acqua, l’ora, la temperatura esterna, i diversi contachilometri digitali (il totale e i parziali), i giri, la stima del carburante residuo con il consumo medio, assai agevole è poi la selezionabilità sul volante dei dati di percorrenza che il conducente intende visualizzare.
Un cruscotto comandi forse ancora troppo essenziale, come nella storia Nissan, e che richiama i vecchi modelli del Pathfinder e X-trail che sarebbe stato giusto abbandonare, per una strumentazione di misura e di servizio più vicina ai modelli di auto di classe medio-alta.
Di serie il VCD, il TCS, l’ABS, il BA, l’EBD (nei modelli AWD, l’ABLS), 6 airbags, poggiatesta attivi, immobilizzatore, mentre l’accensione automatica dei fanali e dei tergicristalli è prevista solo per i modelli TI, ai modelli ST è concessa diversamente la regolazione dell’intermittenza del tergicristallo anteriore e posteriore, stranamente non prevista tra gli accessori di lusso.


Forse le uniche reali novità, rispetto alla sorella del vecchio Continente, sono la gamma dei colori, non solo mutata nei nomi, ma anche nello spettro della scelta (bluestone, flade red, cayman blue, intense blue –oggi commercializzato anche in Europa-, pearl black, artic white, blade), la disponibilità di cerchi in lega da 16” su tutti i modelli e, sempre di serie, alcuni minimi accorgimenti estetici non ancora adoperati per la Qashqai “occidentale”.

Tre anni di garanzia (100.000 km) e assistenza stradale 24h/24h.
I prezzi: Dualis 2WD Hatch: ST manual $24,990 (14.970€), ST CVT: $27,490, Ti Manual: $27,990, Ti CVT: $30,490; Dualis AWD: ST Manual: $26,990, ST CVT: $29,490, Ti Manual: $29,990, Ti CVT: $32,490 (19.400€).
Il crossover d’oriente viene prodotto a Kanda (prefettura di Fukuoka) nell’isola di Kyūshū del Giappone meridionale.

Come il lettore avrà notato, per ora (o almeno, per la nuova Dualis australiana del 2010), niente di nuovo sotto l’albero, e nulla di quel face-lift così tanto atteso dagli appassionati.
Una curiosità. L’etichetta originaria della Qashqai (che proietta il nome dell’ormai famosa tribù nomade iraniana sugli acquirenti dell’auto, immaginati appunto come famiglia costantemente itinerante) e prevista per il mercato orientale e australiano era un’evoluzione dell’acronimo popolare SUV (Sport Utility Vehicle), abbandonato per la più innovativa e rivoluzionaria sigla del “CCUV” (Compact Crossover Utility Vehicle). Il mutamento del nome commerciale in Dualis fu indotto dal timore che nel mercato oceanico gli stessi australiani rinominassero l’autoveicolo col nome di “cash cow” (termine economico sarcastico, che significa appunto “mucca da mungere”), tradendo “gli effettivi” orientamenti della società nipponica impegnata per questo veicolo ad avere alti profitti di rendimento.

Nella Sezione Download del sito , la brochure completa della Dualis Hatch.